Stabio, Canton Ticinose6distabio.ch
·35·Fotografie

Le Processioni

Fotografie35
Periodo
CollezioneArchivio
LuogoStabio
La Madonna Del Rosario.  A Stabio si tramanda il ricordo di un evento straordinario, avvenuto in un'epoca remota, quando la chiesa del paese era ancora un cantiere aperto. Quel giorno, un vecchio carrettiere stava attraversando la piazza del borgo quando il suo cavallo si bloccò improvvisamente. Non ci fu verso di farlo muovere: né le maniere forti né le lusinghe riuscirono a smuovere l'animale, che sembrava inchiodato al terreno davanti alle mura della nuova chiesa. Mentre l'uomo si disperava, la curiosità attirò gli abitanti. Fu un bambino il primo a notare qualcosa di strano e a indicare il retro del carro: «Sotto quel tendone c'è una statua della Madonna! Vuole rimanere qui con noi, non vuole andarsene da Stabio! Chiamate subito il parroco!». Incuriosita e commossa, la folla si accalcò attorno al mezzo gridando: «Fatecela vedere!». Quando il carrettiere rimosse la copertura, la piazza rimase a bocca aperta: avvolta nei tessuti apparve una splendida scultura della Vergine Maria. In quel preciso momento accadde l'incredibile. Tra le preghiere, i canti e le lacrime di gioia dei presenti, la statua sembrò animarsi: si sollevò da sola sopra le teste della folla e, come guidata da una forza invisibile, fluttuò leggera fino a entrare nella chiesa in costruzione, stabilendosi al suo interno. Da allora, quel luogo divenne la sua casa per sempre
La Madonna Del Rosario. A Stabio si tramanda il ricordo di un evento straordinario, avvenuto in un'epoca remota, quando la chiesa del paese era ancora un cantiere aperto. Quel giorno, un vecchio carrettiere stava attraversando la piazza del borgo quando il suo cavallo si bloccò improvvisamente. Non ci fu verso di farlo muovere: né le maniere forti né le lusinghe riuscirono a smuovere l'animale, che sembrava inchiodato al terreno davanti alle mura della nuova chiesa. Mentre l'uomo si disperava, la curiosità attirò gli abitanti. Fu un bambino il primo a notare qualcosa di strano e a indicare il retro del carro: «Sotto quel tendone c'è una statua della Madonna! Vuole rimanere qui con noi, non vuole andarsene da Stabio! Chiamate subito il parroco!». Incuriosita e commossa, la folla si accalcò attorno al mezzo gridando: «Fatecela vedere!». Quando il carrettiere rimosse la copertura, la piazza rimase a bocca aperta: avvolta nei tessuti apparve una splendida scultura della Vergine Maria. In quel preciso momento accadde l'incredibile. Tra le preghiere, i canti e le lacrime di gioia dei presenti, la statua sembrò animarsi: si sollevò da sola sopra le teste della folla e, come guidata da una forza invisibile, fluttuò leggera fino a entrare nella chiesa in costruzione, stabilendosi al suo interno. Da allora, quel luogo divenne la sua casa per sempre
1930
1930
Anni 30 Corpus Domini
Anni 30 Corpus Domini
Anni 30 Corpus Domini
Anni 30 Corpus Domini
Anni 40 Corpus Domini
Anni 40 Corpus Domini
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
1945
1945
1949 La Madonna Pellegrina
1949 La Madonna Pellegrina
Anni 50 Il Trasporto di Santa Rita
Anni 50 Il Trasporto di Santa Rita
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
1953, 150° adesione ticino alla confederazoone. QUANDO A STABIO  ARRIVÒ LA TREBBIATRICE  Il paese sussultò all’arrivo del mostro di ferro. Era la grande trebbiatrice: un gigante traballante, mosso da cinghie e bagnato d’olio, trainato lentamente da una coppia di buoi. Ovunque si fermasse, nei cortili o lungo le strade, portava con sé un turbine di polvere e scompiglio. Il Comune dovette intervenire, confinando quel caos in due soli punti: Stabio e San Pietro. Lì, fin dalle prime luci dell’alba, i carri si ammassavano carichi di spighe, dando inizio a una danza estenuante. Sotto il sole implacabile del pomeriggio, tra il frastuono dei motori e l’aria resa irrespirabile dalla loppa, gli uomini lavoravano senza sosta fino al tramonto. Il grano veniva finalmente separato dalla paglia: un compito titanico che solo l’invenzione dell'imballatrice riuscì, tempo dopo, a rendere meno amaro. Terminato il suo ciclo, la vecchia macchina rimase abbandonata per molti anni sotto una tettoia ma, di recente, la sua storia si è conclusa nel migliore dei modi. Come in una favola, il macchinario ha trovato la sua dimensione ideale, accolto stabilmente nei depositi del museo
1953, 150° adesione ticino alla confederazoone. QUANDO A STABIO ARRIVÒ LA TREBBIATRICE Il paese sussultò all’arrivo del mostro di ferro. Era la grande trebbiatrice: un gigante traballante, mosso da cinghie e bagnato d’olio, trainato lentamente da una coppia di buoi. Ovunque si fermasse, nei cortili o lungo le strade, portava con sé un turbine di polvere e scompiglio. Il Comune dovette intervenire, confinando quel caos in due soli punti: Stabio e San Pietro. Lì, fin dalle prime luci dell’alba, i carri si ammassavano carichi di spighe, dando inizio a una danza estenuante. Sotto il sole implacabile del pomeriggio, tra il frastuono dei motori e l’aria resa irrespirabile dalla loppa, gli uomini lavoravano senza sosta fino al tramonto. Il grano veniva finalmente separato dalla paglia: un compito titanico che solo l’invenzione dell'imballatrice riuscì, tempo dopo, a rendere meno amaro. Terminato il suo ciclo, la vecchia macchina rimase abbandonata per molti anni sotto una tettoia ma, di recente, la sua storia si è conclusa nel migliore dei modi. Come in una favola, il macchinario ha trovato la sua dimensione ideale, accolto stabilmente nei depositi del museo
1956
1956
1956
1956
1956
1956
Anni 60 Il trasporto di Santa Rita
Anni 60 Il trasporto di Santa Rita
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
1978 Venerdì Santo
1978 Venerdì Santo
Anni 80
Anni 80
Anni 80
Anni 80
Fine Anni 80
Fine Anni 80
Anni 80
Anni 80
Anni 90
Anni 90
1990 Corpus Domini
1990 Corpus Domini
1997
1997
1997
1997
Anni 2000 Santa Apollonia
Anni 2000 Santa Apollonia
2019 Le Nuove 3 Crocette
2019 Le Nuove 3 Crocette