Stabio, Canton Ticinose6distabio.ch
—·339·Fotografie

Le Panoramiche

Fotografie339
Periodo—
CollezioneArchivio
LuogoStabio
1800
1800
1846
1846
1860 Ex Casa Ginella
1860 Ex Casa Ginella
Inizio 1900. Villa Capriccio e il progettista Giuseppe Bordonzotti
Inizio 1900. Villa Capriccio e il progettista Giuseppe Bordonzotti
1900 San Pietro
1900 San Pietro
1901
1901
1903
1903
1904
1904
1905
1905
1907
1907
1910 Stemma Velo Club Stabio
1910 Stemma Velo Club Stabio
1915
1915
1917
1917
1917
1917
Anni 20 Via alla Palazzetta
Anni 20 Via alla Palazzetta
Anni 20
Anni 20
Anni 20
Anni 20
Anni 20 Via Pusterla
Anni 20 Via Pusterla
Anni 20 Ul Piazö
Anni 20 Ul Piazö
Anni 20 Il Torrente Gaggiolo
Anni 20 Il Torrente Gaggiolo
Anni 20. FRAMMENTI DI STORIA E MEMORIA  DELLA VILLA ALBISETTI E POI OLIVARI Il Comune di Stabio ha perso un pezzo importante della sua storia: la casa-studio del famoso scultore Natale Albisetti. Alla morte dell'artista, avvenuta nel 1923, la dimora fu acquistata dall'ingegner Gaspare Olivari (1880–1965), un professionista ticinese che aveva lavorato in Algeria realizzando importanti infrastrutture per l'esercito francese. Gli ultimi a risiedervi furono i membri della famiglia Schick; il loro figlio era un mio amico e, proprio per questo, ho avuto la fortuna di visitarne l'interno. Anche se l'edificio è stato abbattuto e ne è rimasto solo il cancello, la memoria di queste figure resta viva. Nel cimitero locale si può infatti visitare la Cappella Olivari-Caverzasio, una struttura monumentale progettata nel 1956 dallo stesso ingegnere, che rappresenta l'ultima grande testimonianza delle sue capacità tecniche. Per quanto riguarda Albisetti, l'amministrazione comunale ha accolto e valorizzato l'immenso patrimonio che lo scultore ha lasciato in eredità al borgo natale. Alla sua scomparsa, ha infatti destinato alla comunità l'intero contenuto dei suoi atelier di Parigi e del posto. Per onorare tale lascito, sono state investite risorse significative per dare vita, nel 2018, allo Spazio Albisetti, dove oggi sono custoditi i modelli originali in gesso, i busti e i bozzetti dell'artista.
Anni 20. FRAMMENTI DI STORIA E MEMORIA DELLA VILLA ALBISETTI E POI OLIVARI Il Comune di Stabio ha perso un pezzo importante della sua storia: la casa-studio del famoso scultore Natale Albisetti. Alla morte dell'artista, avvenuta nel 1923, la dimora fu acquistata dall'ingegner Gaspare Olivari (1880–1965), un professionista ticinese che aveva lavorato in Algeria realizzando importanti infrastrutture per l'esercito francese. Gli ultimi a risiedervi furono i membri della famiglia Schick; il loro figlio era un mio amico e, proprio per questo, ho avuto la fortuna di visitarne l'interno. Anche se l'edificio è stato abbattuto e ne è rimasto solo il cancello, la memoria di queste figure resta viva. Nel cimitero locale si può infatti visitare la Cappella Olivari-Caverzasio, una struttura monumentale progettata nel 1956 dallo stesso ingegnere, che rappresenta l'ultima grande testimonianza delle sue capacità tecniche. Per quanto riguarda Albisetti, l'amministrazione comunale ha accolto e valorizzato l'immenso patrimonio che lo scultore ha lasciato in eredità al borgo natale. Alla sua scomparsa, ha infatti destinato alla comunità l'intero contenuto dei suoi atelier di Parigi e del posto. Per onorare tale lascito, sono state investite risorse significative per dare vita, nel 2018, allo Spazio Albisetti, dove oggi sono custoditi i modelli originali in gesso, i busti e i bozzetti dell'artista.
1920, I gelsi
1920, I gelsi
1920, La sbozzolatura dei gelsi
1920, La sbozzolatura dei gelsi
1920
1920
1921
1921
1921-1956 Vini Realini Realini-Valli, 1961-Fratelli Valli, Oggi Corte del Digio fabbro ferraio
1921-1956 Vini Realini Realini-Valli, 1961-Fratelli Valli, Oggi Corte del Digio fabbro ferraio
1921 Commemorazione dei Fatti di Stabio
1921 Commemorazione dei Fatti di Stabio
1923
1923
1926
1926
1927
1927
Anni 30 Villa Capriccio
Anni 30 Villa Capriccio
Anni 30 Via Cesarea
Anni 30 Via Cesarea
Anni 30 San Pietro
Anni 30 San Pietro
Anni 30
Anni 30
Anni 30
Anni 30
Anni 30 Xilogragia di Ugo Cleis
Anni 30 Xilogragia di Ugo Cleis
1930
1930
1930
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1932
1932
1933 Cartina Varese-Stabio
1933 Cartina Varese-Stabio
1933, Fotografia aerea
1933, Fotografia aerea
1934
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1937 Piazzolo
1937 Piazzolo
1937
1937
1937. PROGRESSO CONTRO  NATURA: LA BATTAGLIA DI STABIO PER I PLATANI DELLE TERME Nel 1937, a Stabio, l’abbattimento dei maestosi platani lungo il viale delle Terme suscitò una forte protesta tra i cittadini. Per lungo tempo quegli alberi avevano rappresentato un inestimabile valore ambientale, storico e paesaggistico per l’intera comunità. I lavori della nuova opera pubblica si conclusero tra sentimenti contrastanti di soddisfazione e rimpianto. Da un lato, l’intervento venne accolto positivamente in quanto permise l’allargamento dell’arteria stradale — a tutto vantaggio del traffico — e garantì impiego agli operai locali. Dall’altro, rimase la nostalgia per la perdita di un elemento iconico che ornava il paese. Il dispiacere dei difensori del paesaggio dell'epoca fu parzialmente mitigato dalla promessa che nuove piante sarebbero sorte lungo il viale. Al contempo, la popolazione respinse con fermezza l’idea di certi automobilisti, i quali avrebbero preferito l'eliminazione totale della vegetazione a favore di una distesa d'asfalto per correre a folle velocità
1937. PROGRESSO CONTRO NATURA: LA BATTAGLIA DI STABIO PER I PLATANI DELLE TERME Nel 1937, a Stabio, l’abbattimento dei maestosi platani lungo il viale delle Terme suscitò una forte protesta tra i cittadini. Per lungo tempo quegli alberi avevano rappresentato un inestimabile valore ambientale, storico e paesaggistico per l’intera comunità. I lavori della nuova opera pubblica si conclusero tra sentimenti contrastanti di soddisfazione e rimpianto. Da un lato, l’intervento venne accolto positivamente in quanto permise l’allargamento dell’arteria stradale — a tutto vantaggio del traffico — e garantì impiego agli operai locali. Dall’altro, rimase la nostalgia per la perdita di un elemento iconico che ornava il paese. Il dispiacere dei difensori del paesaggio dell'epoca fu parzialmente mitigato dalla promessa che nuove piante sarebbero sorte lungo il viale. Al contempo, la popolazione respinse con fermezza l’idea di certi automobilisti, i quali avrebbero preferito l'eliminazione totale della vegetazione a favore di una distesa d'asfalto per correre a folle velocità
Anni 40 Piazzale Solza
Anni 40 Piazzale Solza
Anni 40  San Pietro
Anni 40 San Pietro
Anni 40
Anni 40
Anni  40
Anni 40
Anni 40, Via Montalbano.  I reperti archeologici e il nome stesso di Stabio certificano le sue profonde radici romane. Per onorare questa gloriosa storia, sia le strade principali del borgo (Via Giulia, Via Ufentina e Via Cesarea) sia le colline circostanti (Montalbano e Monte Asturo) richiamano esplicitamente quell'epoca.
Anni 40, Via Montalbano. I reperti archeologici e il nome stesso di Stabio certificano le sue profonde radici romane. Per onorare questa gloriosa storia, sia le strade principali del borgo (Via Giulia, Via Ufentina e Via Cesarea) sia le colline circostanti (Montalbano e Monte Asturo) richiamano esplicitamente quell'epoca.
Anni 40 Il Mulino di San Pietro
Anni 40 Il Mulino di San Pietro
Anni 40 La Cappella dei Rifugiati.
Anni 40 La Cappella dei Rifugiati.
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
1941
1941
1943
1943
1943
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1946, LA CAPPELLA VOTIVA DEL GAGGIOLO: 80 ANNI DI MEMORIA E GRATITUDINE  Nel 1946 veniva completata la Cappella votiva dedicata ai rifugiati italiani della Seconda Guerra Mondiale. Il monumento sorge appena fuori dall'abitato, lungo la strada che porta al valico del Gaggiolo, a ridosso del confine. Proprio su questa via transitarono centinaia di profughi in fuga dai drammatici eventi bellici, alla ricerca di un porto sicuro.  L'inaugurazione ufficiale si tenne il 13 ottobre 1946, con una grande partecipazione di esuli e autorità. Tra i presenti figuravano Mons. Camponovo (delegato dal Vescovo Angelo Jelmini), l'avvocato F. Brenni (console di Svizzera a Milano), il Colonnello Bolzani e il rappresentante del Cardinale Schuster, Arcivescovo di Milano. La cappella nacque anche come segno di profonda gratitudine verso l'allora prevosto, Mons. Achille Bonanomi, per lo straordinario aiuto offerto a chi fuggiva dalla guerra.
1946, LA CAPPELLA VOTIVA DEL GAGGIOLO: 80 ANNI DI MEMORIA E GRATITUDINE Nel 1946 veniva completata la Cappella votiva dedicata ai rifugiati italiani della Seconda Guerra Mondiale. Il monumento sorge appena fuori dall'abitato, lungo la strada che porta al valico del Gaggiolo, a ridosso del confine. Proprio su questa via transitarono centinaia di profughi in fuga dai drammatici eventi bellici, alla ricerca di un porto sicuro. L'inaugurazione ufficiale si tenne il 13 ottobre 1946, con una grande partecipazione di esuli e autorità. Tra i presenti figuravano Mons. Camponovo (delegato dal Vescovo Angelo Jelmini), l'avvocato F. Brenni (console di Svizzera a Milano), il Colonnello Bolzani e il rappresentante del Cardinale Schuster, Arcivescovo di Milano. La cappella nacque anche come segno di profonda gratitudine verso l'allora prevosto, Mons. Achille Bonanomi, per lo straordinario aiuto offerto a chi fuggiva dalla guerra.
1946
1946
1946
1946
1946
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1946 (Casa Artildo Castelletti)
1946 (Casa Artildo Castelletti)
1948 Via Giulia
1948 Via Giulia
1948
1948
Anni 50 La Masseria Caffi
Anni 50 La Masseria Caffi
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50. IL PAESE CHE ERAVAMO: GLI ANNI '50 VISTI DA UN RAGAZZINO Molti degli abitanti del mio paese si dedicano all’agricoltura. Coltivano tabacco, granoturco, frumento, pomodori, ortaggi e sui ronchi, la vite. Il tabacco dà molto lavoro al contadino, ma se la stagione è stata buona, quando lo portano alla “ Polus” ricavano un bel gruzzoletto. Il granoturco, dopo la raccolta, lo appendono sotto i portici e sotto le logge a essiccare. Il frumento, quando è bel maturo, lo portano alla macchina trebbiatrice per portarlo poi alla Cooperativa. Si ha infine il buon pane. I pomodori li mettono in casse e li consegnano alla F.O.F.T. Gli ortaggi li vendono alla Cooperativa come le verze, gli spinaci, i porri ecc. L’uva viene coltivata per fare il vino in casa e se è abbondante la vendono ai negozianti di vino. TEMA DI ENRICO PELLEGRINI ( IL PICCOLO COOP, LA COOPERAZIONE DEI BAMBINI)
Anni 50. IL PAESE CHE ERAVAMO: GLI ANNI '50 VISTI DA UN RAGAZZINO Molti degli abitanti del mio paese si dedicano all’agricoltura. Coltivano tabacco, granoturco, frumento, pomodori, ortaggi e sui ronchi, la vite. Il tabacco dà molto lavoro al contadino, ma se la stagione è stata buona, quando lo portano alla “ Polus” ricavano un bel gruzzoletto. Il granoturco, dopo la raccolta, lo appendono sotto i portici e sotto le logge a essiccare. Il frumento, quando è bel maturo, lo portano alla macchina trebbiatrice per portarlo poi alla Cooperativa. Si ha infine il buon pane. I pomodori li mettono in casse e li consegnano alla F.O.F.T. Gli ortaggi li vendono alla Cooperativa come le verze, gli spinaci, i porri ecc. L’uva viene coltivata per fare il vino in casa e se è abbondante la vendono ai negozianti di vino. TEMA DI ENRICO PELLEGRINI ( IL PICCOLO COOP, LA COOPERAZIONE DEI BAMBINI)
Anni 50
Anni 50
Anni 50 La Villa Capriccio
Anni 50 La Villa Capriccio
463759592 8661957760524341 7381024349432896658 n
463759592 8661957760524341 7381024349432896658 n
Anni 50, Via Giulia (Villa Olivari)
Anni 50, Via Giulia (Villa Olivari)
Anni 50 Via Giulia (Villa Olivari).
Anni 50 Via Giulia (Villa Olivari).
Anni 50 Via Cantonale Casa Colombo
Anni 50 Via Cantonale Casa Colombo
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
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Anni 50 Prato Trevano
Anni 50 Prato Trevano
Anni 50 Via Ufentina
Anni 50 Via Ufentina
Anni 50 Casa Gerosa a San Pietro
Anni 50 Casa Gerosa a San Pietro
Anni 50 San Pietro
Anni 50 San Pietro
Anni 50
Anni 50
Anni 50 San Pietro
Anni 50 San Pietro
Anni 50-60 Via  Montalbano
Anni 50-60 Via Montalbano
Anni 50-60
Anni 50-60
1950
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1954 Via Croce Campagna-Via Segeno. STRADE ASFALTATE E RIMESSE AL PIAZZALE SOLZA: COSÌ STABIO SI PREPARAVA AL BOOM DELL'AUTO  Il decennio degli anni '50 rappresentò un'epoca di profonda trasformazione, segnata dall'avvio del miracolo economico e dall'espansione del mercato automobilistico. Tale progresso impose un rapido adeguamento delle infrastrutture stradali e dei servizi logistici. L'atmosfera dell'epoca emerge chiaramente dalle cronache di Libera Stampa del 17 marzo 1954: «Sono stati vagliati i progetti per la costruzione di due rimesse automobilistiche, situate l'una di fronte all'altra nei pressi dell'ingresso del paese, in località Solza. L'iniziativa dimostra come a Stabio si preveda un ulteriore incremento dei mezzi privati, simbolo tangibile di benessere e modernizzazione. Parallelamente, hanno preso il via da una settimana gli interventi di allargamento della via che connette San Pietro alla strada cantonale di Ligornetto, che raggiungerà una larghezza di 6 metri e beneficerà della pavimentazione in asfalto
1954 Via Croce Campagna-Via Segeno. STRADE ASFALTATE E RIMESSE AL PIAZZALE SOLZA: COSÌ STABIO SI PREPARAVA AL BOOM DELL'AUTO Il decennio degli anni '50 rappresentò un'epoca di profonda trasformazione, segnata dall'avvio del miracolo economico e dall'espansione del mercato automobilistico. Tale progresso impose un rapido adeguamento delle infrastrutture stradali e dei servizi logistici. L'atmosfera dell'epoca emerge chiaramente dalle cronache di Libera Stampa del 17 marzo 1954: «Sono stati vagliati i progetti per la costruzione di due rimesse automobilistiche, situate l'una di fronte all'altra nei pressi dell'ingresso del paese, in località Solza. L'iniziativa dimostra come a Stabio si preveda un ulteriore incremento dei mezzi privati, simbolo tangibile di benessere e modernizzazione. Parallelamente, hanno preso il via da una settimana gli interventi di allargamento della via che connette San Pietro alla strada cantonale di Ligornetto, che raggiungerà una larghezza di 6 metri e beneficerà della pavimentazione in asfalto
1954
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1955
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1956
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1956 Via Castello
1956 Via Castello
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1956 Via Bagni
1956 Via Bagni
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1966 San Pietro
1966 San Pietro
Anni 60 Il Mulino di San Pietro prima della demolizione
Anni 60 Il Mulino di San Pietro prima della demolizione
Anni 60 Il Mulino di San Pietro prima della demolizione
Anni 60 Il Mulino di San Pietro prima della demolizione
Anni 60 Il Mulino di San Pietro prima della demolizione
Anni 60 Il Mulino di San Pietro prima della demolizione
Anni 60 Via Cesarea
Anni 60 Via Cesarea
Anni 60 Il Ricovero
Anni 60 Il Ricovero
Anni 60 Il ricovero
Anni 60 Il ricovero
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60 La Casa delle Monne Lise
Anni 60 La Casa delle Monne Lise
Anni 60 Via Gropp
Anni 60 Via Gropp
Anni 60 la Casa dei Ruggeri
Anni 60 la Casa dei Ruggeri
Anni 60
Anni 60
Anni 60 Il Lavatoio
Anni 60 Il Lavatoio
Anni 60 San Pietro
Anni 60 San Pietro
Anni 60
Anni 60
Anni 60 Via Cava
Anni 60 Via Cava
Anni 60 San Pietro
Anni 60 San Pietro
Anni 60 Via Cesarea
Anni 60 Via Cesarea
Anni 60 Ledicola del Gaggiolo chez Arduino
Anni 60 Ledicola del Gaggiolo chez Arduino
La Fornace della Calce
La Fornace della Calce
Anni Diversi
Anni Diversi
Anni 60
Anni 60
Anni 60 Via Gropp
Anni 60 Via Gropp
Anni 60-70 La Bottega della Dina
Anni 60-70 La Bottega della Dina
Anni 60-70, Municipio e Palestra
Anni 60-70, Municipio e Palestra
Anni 60-70
Anni 60-70
Anni 60 90 Studio Medico Dottor Elio Induni
Anni 60 90 Studio Medico Dottor Elio Induni
Anni 70 Via Pioppi
Anni 70 Via Pioppi
Anni 70 Alluvione a San Pietro
Anni 70 Alluvione a San Pietro
Anni 70 Alluvione a San Pietro
Anni 70 Alluvione a San Pietro
Anni 70 La Fontanella di Santa Lucia San Pietro
Anni 70 La Fontanella di Santa Lucia San Pietro
Anni 70 Casa del Lino Della Casa
Anni 70 Casa del Lino Della Casa
1970
1970
1970
1970
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Anni 70
Anni 70
Anni 70 Punt da Mezz
Anni 70 Punt da Mezz
Anni 70, Piazzolo
Anni 70, Piazzolo
Anni 70 Villa Capriccio
Anni 70 Villa Capriccio
Anni 70 Il Ricovero
Anni 70 Il Ricovero
Anni 70
Anni 70
Anni 70, Edicola del Gaggiolo
Anni 70, Edicola del Gaggiolo
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
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Anni 70 Giro Ciclistico a Pasquetta
Anni 70 Giro Ciclistico a Pasquetta
Anni 70 Casa del Mangano
Anni 70 Casa del Mangano
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70 Le Tre Crocette
Anni 70 Le Tre Crocette
Anni 70 La Solza
Anni 70 La Solza
Anni 70 Fattoria Palotti
Anni 70 Fattoria Palotti
1970
1970
1970, Via Colorina
1970, Via Colorina
1970
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1971 Lion Dor
1971 Lion Dor
1971
1971
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1973
1973
30.08.1974 Incidente in via Gaggiolo
30.08.1974 Incidente in via Gaggiolo
1978 Casa riattata in zona Molino (Murin)
1978 Casa riattata in zona Molino (Murin)
Anni 70-80
Anni 70-80
Anni 80 Vicolo Sassi
Anni 80 Vicolo Sassi
Anni 80 (Casa di Pierin üscée)
Anni 80 (Casa di Pierin üscée)
Anni 80
Anni 80
Anni 80, Via Montalbano
Anni 80, Via Montalbano
Anni 80
Anni 80
Cascata dal Palü
Cascata dal Palü
Anni 80
Anni 80
Anni 80 Punt da Mezz
Anni 80 Punt da Mezz
Anni 80
Anni 80
Anni 80. C'è un luogo in cui la storia del vino svizzero si scrive ogni giorno: è la Tenuta Montalbano. Tutto è iniziato nel 1962, quando l'Ingegner Paleari, tra i padri fondatori del Merlot Ticinese, donò la proprietà alla Cantina Sociale di Mendrisio. Da allora la tenuta è cresciuta fino a raggiungere i 25 ettari attuali. Con ben 125.000 piante, è ufficialmente il vigneto di uva rossa a corpo unico più grande di tutta la Svizzera. C'è però un dettaglio affascinante: la donazione portava con sé la promessa di sostenere la ricerca, inviando costantemente dati alle due principali scuole di enologia in Svizzera, Changins e Wädenswil. È per questo che, oltre a produrre grandi vini, la Tenuta custodisce oggi una vera e propria miniera d'oro scientifica: la raccolta di dati storici sulla viticoltura più antica del Ticino.
Anni 80. C'è un luogo in cui la storia del vino svizzero si scrive ogni giorno: è la Tenuta Montalbano. Tutto è iniziato nel 1962, quando l'Ingegner Paleari, tra i padri fondatori del Merlot Ticinese, donò la proprietà alla Cantina Sociale di Mendrisio. Da allora la tenuta è cresciuta fino a raggiungere i 25 ettari attuali. Con ben 125.000 piante, è ufficialmente il vigneto di uva rossa a corpo unico più grande di tutta la Svizzera. C'è però un dettaglio affascinante: la donazione portava con sé la promessa di sostenere la ricerca, inviando costantemente dati alle due principali scuole di enologia in Svizzera, Changins e Wädenswil. È per questo che, oltre a produrre grandi vini, la Tenuta custodisce oggi una vera e propria miniera d'oro scientifica: la raccolta di dati storici sulla viticoltura più antica del Ticino.
Anni 80 Via Montalbano casa Maestra Ester
Anni 80 Via Montalbano casa Maestra Ester
Anni 80 Via Bagni
Anni 80 Via Bagni
Anni 80
Anni 80
Anni 80 e anni 2000. la vecchia e la nuova passerella sul Laveggio a Santa Margherita. Un salto nel passato e uno sguardo al futuro della nostra rete sentieristica o, più semplicemente, la fine dell’era in cui attraversare il torrente Gaggiolo richiedeva doti da equilibristi e un testamento aggiornato...Nelle immagini possiamo osservare la vecchia e la nuova passerella  che scavalca il torrente, in prossimità del  Grotto Santa Margherita. Il passaggio di testimone tra le due strutture evoca un pizzico di nostalgia per i tempi in cui il brivido dell’avventura significava rischiare una caviglia. D'altronde, tra il prima e il dopo, di acqua sotto il ponte ne è passata parecchia!Un cambiamento importante che valorizza ancora di più questo splendido angolo verde, rendendolo finalmente sicuro e accessibile a tutti
Anni 80 e anni 2000. la vecchia e la nuova passerella sul Laveggio a Santa Margherita. Un salto nel passato e uno sguardo al futuro della nostra rete sentieristica o, più semplicemente, la fine dell’era in cui attraversare il torrente Gaggiolo richiedeva doti da equilibristi e un testamento aggiornato...Nelle immagini possiamo osservare la vecchia e la nuova passerella che scavalca il torrente, in prossimità del Grotto Santa Margherita. Il passaggio di testimone tra le due strutture evoca un pizzico di nostalgia per i tempi in cui il brivido dell’avventura significava rischiare una caviglia. D'altronde, tra il prima e il dopo, di acqua sotto il ponte ne è passata parecchia!Un cambiamento importante che valorizza ancora di più questo splendido angolo verde, rendendolo finalmente sicuro e accessibile a tutti
1980
1980
1980
1980
1980 San Pietro
1980 San Pietro
1981, La casa Rotonda del Botta (Casa Medici, Via Pietane 12)
1981, La casa Rotonda del Botta (Casa Medici, Via Pietane 12)
1985, 13-16 gennaio
1985, 13-16 gennaio
1985, 13-16 gennaio
1985, 13-16 gennaio
1985, 13-16 gennaio
1985, 13-16 gennaio
1985
1985
1985
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1985 La nuova casa Anziani in costruzione
1985 La nuova casa Anziani in costruzione
1990 La Casa Rotonda
1990 La Casa Rotonda
Le 3 Crocette Quadro di Emilio Croci Torti
Le 3 Crocette Quadro di Emilio Croci Torti
Anni 1980-1990 Il Monticello
Anni 1980-1990 Il Monticello
Anni 90 Puntasei
Anni 90 Puntasei
Anni 90 Stagno di Puntasei
Anni 90 Stagno di Puntasei
Anni 90
Anni 90
Anni 90
Anni 90
Anni 90 Via al Mulino
Anni 90 Via al Mulino
Anni 90
Anni 90
Anni 90
Anni 90
Anni 90
Anni 90
Il vecchio ecocentro
Il vecchio ecocentro
Via qui simbarca
Via qui simbarca
Anni 2000, Le tre Crocette. Sebbene i documenti d'archivio non indichino l'anno esatto in cui le Tre Crocette vennero collocate sul Monte Asturo (il punto più alto di Stabio, a 474 metri), l'origine di questo monumento affonda in una tradizione religiosa secolare. Sappiamo che prima della metà del diciannovesimo secolo il simbolo era già un punto di riferimento fondamentale per la comunità locale; lo dimostra la dicitura "Tre Crocette", presente stabilmente sia nella mappa ufficiale del territorio del 1846 sia nelle prime misurazioni topografiche della Confederazione.
Anni 2000, Le tre Crocette. Sebbene i documenti d'archivio non indichino l'anno esatto in cui le Tre Crocette vennero collocate sul Monte Asturo (il punto più alto di Stabio, a 474 metri), l'origine di questo monumento affonda in una tradizione religiosa secolare. Sappiamo che prima della metà del diciannovesimo secolo il simbolo era già un punto di riferimento fondamentale per la comunità locale; lo dimostra la dicitura "Tre Crocette", presente stabilmente sia nella mappa ufficiale del territorio del 1846 sia nelle prime misurazioni topografiche della Confederazione.
Anni 2000 La rotonda dei Tappi
Anni 2000 La rotonda dei Tappi
Anni 2000 Il Parco dei Cani
Anni 2000 Il Parco dei Cani
Anni 2000 Il Parco dei Cani
Anni 2000 Il Parco dei Cani
Anni 2000
Anni 2000
Anni 2000 Bella Cima
Anni 2000 Bella Cima
Anni 2000 La Bella Cima
Anni 2000 La Bella Cima
Anni 2000 Bella Cima
Anni 2000 Bella Cima
Anni 2000 Portone lato Chiesa Parrocchiale
Anni 2000 Portone lato Chiesa Parrocchiale
Anni 2000. Portone Chiesa via Gropp. SOTTO L'ALTARE, DIETRO LE SBARRE: IL FASCINO MISTERIOSO DI "UL CATÉLETT" Sotto la chiesa parrocchiale di Stabio, in via "Gropp", si cela una vecchia prigione. Conosciuta in dialetto come "Ul catélett", tra l'Ottocento e il Novecento questa struttura ha ospitato i piccoli trasgressori del paese. In seguito, e fino alla fine degli anni '60, è diventata una cella di rigore per i soldati indisciplinati impegnati nei corsi di ripetizione a Stabio. Come mostra la seconda fotografia, l'antico muro conserva ancora gli anelli a cui venivano assicurati i prigionieri con una catena per impedirne la fuga.
Anni 2000. Portone Chiesa via Gropp. SOTTO L'ALTARE, DIETRO LE SBARRE: IL FASCINO MISTERIOSO DI "UL CATÉLETT" Sotto la chiesa parrocchiale di Stabio, in via "Gropp", si cela una vecchia prigione. Conosciuta in dialetto come "Ul catélett", tra l'Ottocento e il Novecento questa struttura ha ospitato i piccoli trasgressori del paese. In seguito, e fino alla fine degli anni '60, è diventata una cella di rigore per i soldati indisciplinati impegnati nei corsi di ripetizione a Stabio. Come mostra la seconda fotografia, l'antico muro conserva ancora gli anelli a cui venivano assicurati i prigionieri con una catena per impedirne la fuga.
Anni 2000 La Nevera
Anni 2000 La Nevera
Anni 2000 Via Tell
Anni 2000 Via Tell
Anni 2000 La Fontanella di Santa Lucia a San Pietro
Anni 2000 La Fontanella di Santa Lucia a San Pietro
Anni 2000 Laghetto Porcino
Anni 2000 Laghetto Porcino
Anni 2000 Casa del Botta (Lino Della Casa)
Anni 2000 Casa del Botta (Lino Della Casa)
Anni 2000 Il Palazzo di San Pietro
Anni 2000 Il Palazzo di San Pietro
Anni 2000 Via Piazzolo
Anni 2000 Via Piazzolo
Anni 2000 Via Grutli
Anni 2000 Via Grutli
Anni 2000, Via Grütli.  Situata nel centro di Stabio, fu battezzata così negli anni Trenta del Novecento per celebrare il Patto federale del 1° agosto 1291. In quel delicato contesto storico, le località di frontiera – come Stabio e Chiasso, le uniche due in Ticino ad avere una via con questo nome – volevano riaffermare con forza l'identità svizzera in contrasto con l'Italia fascista. Attualmente la via si presenta come un caratteristico vicolo acciottolato dal sapore rurale, testimone di atmosfere passate impresse nei ricordi degli anziani del paese e legato indissolubilmente al mitico praticello dove Uri, Svitto e Untervaldo fondarono la Svizzera
Anni 2000, Via Grütli. Situata nel centro di Stabio, fu battezzata così negli anni Trenta del Novecento per celebrare il Patto federale del 1° agosto 1291. In quel delicato contesto storico, le località di frontiera – come Stabio e Chiasso, le uniche due in Ticino ad avere una via con questo nome – volevano riaffermare con forza l'identità svizzera in contrasto con l'Italia fascista. Attualmente la via si presenta come un caratteristico vicolo acciottolato dal sapore rurale, testimone di atmosfere passate impresse nei ricordi degli anziani del paese e legato indissolubilmente al mitico praticello dove Uri, Svitto e Untervaldo fondarono la Svizzera
Anni 2000 La Casa delle Guardie
Anni 2000 La Casa delle Guardie
Anni 2000 Giardino Cà di Giorgi
Anni 2000 Giardino Cà di Giorgi
Anni 2000 Il Ranch a Santa Margherita
Anni 2000 Il Ranch a Santa Margherita
Anni 2000 La Tenuta Montalbano
Anni 2000 La Tenuta Montalbano
Anni 2000 Il Monticello
Anni 2000 Il Monticello
Anni 2000 Il Campo Sportivo
Anni 2000 Il Campo Sportivo
Anni 2000 Il Torrente Gaggiolo (Lanza)
Anni 2000 Il Torrente Gaggiolo (Lanza)
Anni 2000 Il Torrente Gaggiolo (Lanza)
Anni 2000 Il Torrente Gaggiolo (Lanza)
Anni 2000 Il Laveggio
Anni 2000 Il Laveggio
Anni 2000 Area di Svago Bosc di Legur
Anni 2000 Area di Svago Bosc di Legur
Anni 2000 La Casa Anziani
Anni 2000 La Casa Anziani
Anni 2000 La Casa Anziani
Anni 2000 La Casa Anziani
Anni 2000 La Casa Anziani
Anni 2000 La Casa Anziani
Anni 2000 Via Cappellino Sora
Anni 2000 Via Cappellino Sora
2004 Al Mulino Quadro di Emilio Croci Torti
2004 Al Mulino Quadro di Emilio Croci Torti
2006
2006
2014
2014
2014
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2014 Tramonto
2014 Tramonto
2015 La Rotonda di Via Cantonale
2015 La Rotonda di Via Cantonale
2017 Tramonto
2017 Tramonto
2017 Tramonto
2017 Tramonto
2017 Tramonto
2017 Tramonto
2019
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Piazzolo. Negli anni 60 -70 ci abitavanole Famiglie Rossi, Mombelli, Grande e Smoglian
Piazzolo. Negli anni 60 -70 ci abitavanole Famiglie Rossi, Mombelli, Grande e Smoglian
2020
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2020 via Cesarea
2020 via Cesarea
2020
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2020 San Pietro
2020 San Pietro
2021 La Cava Cà dal Boscat
2021 La Cava Cà dal Boscat
2022 La Pesa
2022 La Pesa
2022 Via Vignascia
2022 Via Vignascia
2022
2022
2022
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2022 Ecocentro
2022 Ecocentro
2023 Lo Scudo
2023 Lo Scudo
2023 Via Bagni
2023 Via Bagni
2023 Via Vignascia
2023 Via Vignascia
2023 Via Cesarea
2023 Via Cesarea
2024 Il Torrente Gaggiolo
2024 Il Torrente Gaggiolo
2024 Via Gaggiolo
2024 Via Gaggiolo
2024 Via Cesarea
2024 Via Cesarea
2024 La Demolizione del Nucleo
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2024 (Cà da la Strega)
2024 (Cà da la Strega)
2024 Via Vignascia
2024 Via Vignascia
2024 Il Titanic
2024 Il Titanic
2024 Via Cappellino Sora
2024 Via Cappellino Sora
2024 Via Cappellino Sora
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2024 La Cà di Giorgi
2024 La Cà di Giorgi
2024 Via Vignascia
2024 Via Vignascia
2024 Via Cesarea
2024 Via Cesarea
2024 Demolizione Nucleo
2024 Demolizione Nucleo
2024 Via Grutli
2024 Via Grutli
2024
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2024 Il Laveggio
2024 Il Laveggio
2024 Lo Skate Park
2024 Lo Skate Park
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2024 Inizio lavori Nucleo
2024 Inizio lavori Nucleo
2024, Ottobre
2024, Ottobre
2024, Ottobre
2024, Ottobre
2024, Ottobre
2024, Ottobre
2024, Novembre
2024, Novembre
04.12.2024
04.12.2024
2024 San Pietro
2024 San Pietro
2024 San Pietro
2024 San Pietro
2025 Lago Porcino
2025 Lago Porcino
2025 Il Dente di Cane Cresce solo a Stabio e Genestrerio. Chiamato anche \"Stroza Galin\"
2025 Il Dente di Cane Cresce solo a Stabio e Genestrerio. Chiamato anche \"Stroza Galin\"
2025
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2025 Ul Gurungun
2025 Ul Gurungun
2025 Vicolo Fontanile
2025 Vicolo Fontanile
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2025 di Francesco Nodari
2025 di Francesco Nodari
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2025 Parco casa anziani
2025 Parco casa anziani
15.10.2025 Il nuovo posteggio di fronte al municipio
15.10.2025 Il nuovo posteggio di fronte al municipio
Novembre 2025
Novembre 2025
Novembre 2025
Novembre 2025
2026 Ponte sul Laveggio
2026 Ponte sul Laveggio
2026 Biotopo
2026 Biotopo
2026 Biotopo
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2026
2026
2026 Ul Punt dala Lüdria ai Puntasei
2026 Ul Punt dala Lüdria ai Puntasei
2026 Il Dente di Cane Cresce solo a Stabio
2026 Il Dente di Cane Cresce solo a Stabio