Stabio, Canton Ticinose6distabio.ch
—·74·Fotografie

La Dogana

Fotografie74
Periodo—
CollezioneArchivio
LuogoStabio
1881
1881
1890. Alla fine del XIX secolo, il confine italo-svizzero veniva attraversato da corrieri a quattro zampe spinti solo dal desiderio di una carezza? I contrabbandieri dell'epoca avevano architettato un metodo di addestramento psicologico tanto efficace quanto spietato. In Svizzera, persino nella zona del Gaggiolo, alcuni uomini travestiti da guardie di finanza maltrattavano i cani; in Italia, al contrario, gli stessi animali venivano accolti con cibo, amore e coccole. Il risultato di questa manipolazione? Caricati con fardelli dai 5 ai 10 chili, i cani scappavano a tutta velocità dal territorio svizzero per rientrare in Italia, schivando le pattuglie e correndo senza sosta verso il rifugio sicuro dei loro padroni
1890. Alla fine del XIX secolo, il confine italo-svizzero veniva attraversato da corrieri a quattro zampe spinti solo dal desiderio di una carezza? I contrabbandieri dell'epoca avevano architettato un metodo di addestramento psicologico tanto efficace quanto spietato. In Svizzera, persino nella zona del Gaggiolo, alcuni uomini travestiti da guardie di finanza maltrattavano i cani; in Italia, al contrario, gli stessi animali venivano accolti con cibo, amore e coccole. Il risultato di questa manipolazione? Caricati con fardelli dai 5 ai 10 chili, i cani scappavano a tutta velocità dal territorio svizzero per rientrare in Italia, schivando le pattuglie e correndo senza sosta verso il rifugio sicuro dei loro padroni
1893 Via Roccoletta
1893 Via Roccoletta
Inizio 1900
Inizio 1900
Inizio 1900
Inizio 1900
Inizio 1900
Inizio 1900
Inizio 1900
Inizio 1900
Inizio 1900
Inizio 1900
1901 Dogana Gaggiolo. La dogana di Stabio-Confine ha una storia che inizia ufficialmente il 16 dicembre 1901. In quel giorno, l'ufficio doganale secondario di Stabio venne spostato direttamente sulla linea di frontiera del Gaggiolo. La nuova sede si trovava in un edificio fatto costruire appositamente da Giuseppe Luisoni di San Pietro; lo stabile fu poi rilevato dall'Amministrazione federale delle dogane nel 1923 e rimodernato l'anno successivo. Con questo spostamento, il valico prese il nome ufficiale di "Stabio-confine". Come accadeva spesso nei punti di frontiera, attorno alla dogana si sviluppò rapidamente una piccola rete commerciale, a partire da un'osteria fino ai negozi di "coloniali" (attività che vendevano prodotti d'oltremare come caffè, cacao, spezie e aromi). Questo storico edificio doganale ha accompagnato i viaggiatori fino al 1966, anno in cui venne definitivamente abbattuto
1901 Dogana Gaggiolo. La dogana di Stabio-Confine ha una storia che inizia ufficialmente il 16 dicembre 1901. In quel giorno, l'ufficio doganale secondario di Stabio venne spostato direttamente sulla linea di frontiera del Gaggiolo. La nuova sede si trovava in un edificio fatto costruire appositamente da Giuseppe Luisoni di San Pietro; lo stabile fu poi rilevato dall'Amministrazione federale delle dogane nel 1923 e rimodernato l'anno successivo. Con questo spostamento, il valico prese il nome ufficiale di "Stabio-confine". Come accadeva spesso nei punti di frontiera, attorno alla dogana si sviluppò rapidamente una piccola rete commerciale, a partire da un'osteria fino ai negozi di "coloniali" (attività che vendevano prodotti d'oltremare come caffè, cacao, spezie e aromi). Questo storico edificio doganale ha accompagnato i viaggiatori fino al 1966, anno in cui venne definitivamente abbattuto
Ufficio Doganale
Ufficio Doganale
1901
1901
1901 Il Dazio Vecchio o Dogana di Stabio paese
1901 Il Dazio Vecchio o Dogana di Stabio paese
1903 Caserma guardia di finanza
1903 Caserma guardia di finanza
1901
1901
1920
1920
Posto Guardie
Posto Guardie
1929
1929
Inizio anni 20
Inizio anni 20
Anni 20
Anni 20
Anni 30. In questa foto emerge la quiete d'altri tempi della dogana del Gaggiolo, allora un pacifico e lento punto di passaggio. Un'immagine che contrasta nettamente con la frenesia e le infinite code di auto che soffocano la frontiera di oggi
Anni 30. In questa foto emerge la quiete d'altri tempi della dogana del Gaggiolo, allora un pacifico e lento punto di passaggio. Un'immagine che contrasta nettamente con la frenesia e le infinite code di auto che soffocano la frontiera di oggi
Anni 30
Anni 30
Anni 30
Anni 30
Anni 30
Anni 30
Anni 30 Il Confine
Anni 30 Il Confine
Anni 30 San Pietro
Anni 30 San Pietro
1944, All'alba del 9 gennaio 1944, la Svizzera divenne il palcoscenico di una delle fughe più rocambolesche della Seconda Guerra Mondiale: quella di Edda Ciano. La figlia di Benito Mussolini e consorte di Galeazzo Ciano varcò clandestinamente il confine a Stabio, arrivando da Cantello nascosta sotto il fieno di un carro trainato da buoi. Insieme a lei viaggiava il marchese Emilio Pucci, destinato a diventare una firma iconica della moda mondiale. L'obiettivo della contessa, in fuga dalla Repubblica di Salò, era duplice: mettersi in salvo e usare i compromettenti Diari di Ciano, portati con sé, come moneta di scambio per negoziare la liberazione del marito. Il disperato tentativo, tuttavia, non bastò a salvare l'ex ministro degli Esteri, che sarebbe stato fucilato a Verona appena due giorni dopo, l'11 gennaio
1944, All'alba del 9 gennaio 1944, la Svizzera divenne il palcoscenico di una delle fughe più rocambolesche della Seconda Guerra Mondiale: quella di Edda Ciano. La figlia di Benito Mussolini e consorte di Galeazzo Ciano varcò clandestinamente il confine a Stabio, arrivando da Cantello nascosta sotto il fieno di un carro trainato da buoi. Insieme a lei viaggiava il marchese Emilio Pucci, destinato a diventare una firma iconica della moda mondiale. L'obiettivo della contessa, in fuga dalla Repubblica di Salò, era duplice: mettersi in salvo e usare i compromettenti Diari di Ciano, portati con sé, come moneta di scambio per negoziare la liberazione del marito. Il disperato tentativo, tuttavia, non bastò a salvare l'ex ministro degli Esteri, che sarebbe stato fucilato a Verona appena due giorni dopo, l'11 gennaio
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40
Anni 40-50
Anni 40-50
La Ramina
La Ramina
Anni 50 Servizio Ramina
Anni 50 Servizio Ramina
Anni 50 Dogana di Rodero. Il valico di Rodero è sempre stato un passaggio esclusivamente pedonale, nonostante fosse collegato alla rete stradale sia in Svizzera che in Italia. Questo confine conobbe una grande frequentazione nel periodo tra le due guerre mondiali e poi ancora fino agli anni Settanta, dopo una pausa forzata tra il 1940 e il 1945. Il continuo viavai di frontalieri e acquirenti spinse persino all'apertura, in territorio svizzero, di due ristoranti e di un negozio di alimentari. Uno di questi locali, nei fine settimana, si trasformava in una vera e propria balera che richiamava gli abitanti di tutta la zona. Alla fine degli anni Sessanta si tentò di trasformare il valico in un passaggio per i veicoli, ma la richiesta non ebbe seguito. Poco dopo la dogana perse progressivamente rilevanza, fino alla chiusura definitiva ai pedoni disposta dalle autorità italiane nel 1974.
Anni 50 Dogana di Rodero. Il valico di Rodero è sempre stato un passaggio esclusivamente pedonale, nonostante fosse collegato alla rete stradale sia in Svizzera che in Italia. Questo confine conobbe una grande frequentazione nel periodo tra le due guerre mondiali e poi ancora fino agli anni Settanta, dopo una pausa forzata tra il 1940 e il 1945. Il continuo viavai di frontalieri e acquirenti spinse persino all'apertura, in territorio svizzero, di due ristoranti e di un negozio di alimentari. Uno di questi locali, nei fine settimana, si trasformava in una vera e propria balera che richiamava gli abitanti di tutta la zona. Alla fine degli anni Sessanta si tentò di trasformare il valico in un passaggio per i veicoli, ma la richiesta non ebbe seguito. Poco dopo la dogana perse progressivamente rilevanza, fino alla chiusura definitiva ai pedoni disposta dalle autorità italiane nel 1974.
Anni 50 Valico di Rodero
Anni 50 Valico di Rodero
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
Anni 50
1953. UN SALTO NEL PASSATO PER RICORDARE QUANDO LA DOGANA ERA FATTA DI ATTESE ESTENUANTI, TIMBRI SUL PASSAPORTO E BORSE PERQUISITE (DA UN ARTICOLO DEL GDP DEL 1953) «Mentre, in generale, ai valichi di frontiera con l'Italia si rileva da parte delle autorità doganali e di polizia italiane la simpatica tendenza a sveltire sempre più i controlli e le pratiche per il passaggio da uno Stato all’altro, non così si può dire di quello del Gaggiolo. Sabato a tarda sera, ad esempio, vi siamo stati testimoni di una scena non molto edificante. Una comitiva di gitanti luganesi che tornavano da un'escursione in Italia è stata fatta scendere dal torpedone per la cerimonia della timbratura del passaporto. Quindi, avendo un gitante osservato che a Chiasso il controllo viene eseguito in macchina, per "rappresaglia" il rigore dell’operazione è stato aumentato: tutta la vettura è stata minuziosamente frugata… ed il passaggio del valico è stato insomma ritardato di una ventina di minuti a molta gente, solo per lo scatto di nervi di un funzionario». Questo squarcio di cronaca ci ricorda come la dogana, un tempo, fosse sinonimo di attese estenuanti, timbri sul passaporto e borse perquisite. Oggi attraversare il valico del Gaggiolo è una routine rallentata quasi solo dalle code di auto; nel 1953, invece, era una vera e propria prova di nervi. Un frammento di storia che dimostra come, più di settant'anni fa, la giornata di un'intera comitiva di viaggiatori potesse dipendere dal semplice umore di un singolo doganiere.
1953. UN SALTO NEL PASSATO PER RICORDARE QUANDO LA DOGANA ERA FATTA DI ATTESE ESTENUANTI, TIMBRI SUL PASSAPORTO E BORSE PERQUISITE (DA UN ARTICOLO DEL GDP DEL 1953) «Mentre, in generale, ai valichi di frontiera con l'Italia si rileva da parte delle autorità doganali e di polizia italiane la simpatica tendenza a sveltire sempre più i controlli e le pratiche per il passaggio da uno Stato all’altro, non così si può dire di quello del Gaggiolo. Sabato a tarda sera, ad esempio, vi siamo stati testimoni di una scena non molto edificante. Una comitiva di gitanti luganesi che tornavano da un'escursione in Italia è stata fatta scendere dal torpedone per la cerimonia della timbratura del passaporto. Quindi, avendo un gitante osservato che a Chiasso il controllo viene eseguito in macchina, per "rappresaglia" il rigore dell’operazione è stato aumentato: tutta la vettura è stata minuziosamente frugata… ed il passaggio del valico è stato insomma ritardato di una ventina di minuti a molta gente, solo per lo scatto di nervi di un funzionario». Questo squarcio di cronaca ci ricorda come la dogana, un tempo, fosse sinonimo di attese estenuanti, timbri sul passaporto e borse perquisite. Oggi attraversare il valico del Gaggiolo è una routine rallentata quasi solo dalle code di auto; nel 1953, invece, era una vera e propria prova di nervi. Un frammento di storia che dimostra come, più di settant'anni fa, la giornata di un'intera comitiva di viaggiatori potesse dipendere dal semplice umore di un singolo doganiere.
1958
1958
Anni 50-60, San Pietro
Anni 50-60, San Pietro
Anni 50-70, I Contrabbandieri
Anni 50-70, I Contrabbandieri
Anni 60, San Pietro
Anni 60, San Pietro
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
Anni 60
1960
1960
1965
1965
Anni 60-70 La Dogana di Santa Margherita
Anni 60-70 La Dogana di Santa Margherita
Anni 50 70
Anni 50 70
1970 Santa Margherita. La dogana di Santa Margherita era così minuscola che bastava un passo per attraversarla: un'unica stanza con un tavolino, una sedia e un telefono. Questo storico valico pedonale è stato chiuso definitivamente nell'agosto del 1974 per decisione delle autorità italiane. Nel primo dopoguerra aveva vissuto il suo momento di massimo splendore, frequentato da tantissimi frontalieri che lo attraversavano a piedi o in bicicletta per andare a lavorare. Con l'arrivo del benessere economico e la diffusione delle auto, il passaggio è stato progressivamente dimenticato. A differenza della Svizzera, che non vi aveva mai installato un presidio fisso, l'Italia manteneva del personale sul posto. Tuttavia, dato che negli ultimi tempi vi transitavano appena 4 o 5 pedoni al giorno, le autorità decisero di chiuderlo per ottimizzare le risorse.
1970 Santa Margherita. La dogana di Santa Margherita era così minuscola che bastava un passo per attraversarla: un'unica stanza con un tavolino, una sedia e un telefono. Questo storico valico pedonale è stato chiuso definitivamente nell'agosto del 1974 per decisione delle autorità italiane. Nel primo dopoguerra aveva vissuto il suo momento di massimo splendore, frequentato da tantissimi frontalieri che lo attraversavano a piedi o in bicicletta per andare a lavorare. Con l'arrivo del benessere economico e la diffusione delle auto, il passaggio è stato progressivamente dimenticato. A differenza della Svizzera, che non vi aveva mai installato un presidio fisso, l'Italia manteneva del personale sul posto. Tuttavia, dato che negli ultimi tempi vi transitavano appena 4 o 5 pedoni al giorno, le autorità decisero di chiuderlo per ottimizzare le risorse.
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70
Anni 70, San Pietro. Durante gli anni Settanta, il valico doganale secondario di Clivio San Pietro interrompeva le proprie attività alle ore 22:00 (o, a seconda della stagione, tra le 21:00 e le 22:00), riaprendo solo all'alba. All'epoca, i piccoli posti di frontiera situati tra le province di Varese e Como e il Canton Ticino osservavano orari ridotti rispetto alle dogane commerciali principali. Di notte, il transito non vigilato veniva impedito attraverso la chiusura fisica di cancelli e barriere
Anni 70, San Pietro. Durante gli anni Settanta, il valico doganale secondario di Clivio San Pietro interrompeva le proprie attività alle ore 22:00 (o, a seconda della stagione, tra le 21:00 e le 22:00), riaprendo solo all'alba. All'epoca, i piccoli posti di frontiera situati tra le province di Varese e Como e il Canton Ticino osservavano orari ridotti rispetto alle dogane commerciali principali. Di notte, il transito non vigilato veniva impedito attraverso la chiusura fisica di cancelli e barriere
Anni 70 San Pietro. LA DOGANA PIÙ "STORTA" DELLA SVIZZERA DOVE I MOBILI ROTOLAVANO DA SOLI! Sapevate che al confine con Clivio esisteva un posto di frontiera così inclinato da sfidare la gravità? Tutto ebbe inizio nel 1899, quando la Confederazione Elvetica scelse San Pietro come posto di guardia, affittando la casa di Antonio Luisoni. Pochi anni dopo, nel 1908, lo Stato acquistò l'edificio e lo ampliò con una nuova ala adiacente. Fu proprio questa seconda costruzione a dare spettacolo: edificata su un terreno troppo friabile, cominciò a inclinarsi vistosamente in avanti. Per scongiurare il crollo vennero installati dei massicci contrafforti esterni, ma l'interno rimase una comica sfida quotidiana. Per le guardie e gli inquilini era letteralmente impossibile appoggiare un oggetto sul pavimento senza vederlo rotolare o scivolare contro la parete opposta! Questa bizzarra e divertente pagina di storia di frontiera si è conclusa definitivamente nel 1993, anno della sua chiusura.
Anni 70 San Pietro. LA DOGANA PIÙ "STORTA" DELLA SVIZZERA DOVE I MOBILI ROTOLAVANO DA SOLI! Sapevate che al confine con Clivio esisteva un posto di frontiera così inclinato da sfidare la gravità? Tutto ebbe inizio nel 1899, quando la Confederazione Elvetica scelse San Pietro come posto di guardia, affittando la casa di Antonio Luisoni. Pochi anni dopo, nel 1908, lo Stato acquistò l'edificio e lo ampliò con una nuova ala adiacente. Fu proprio questa seconda costruzione a dare spettacolo: edificata su un terreno troppo friabile, cominciò a inclinarsi vistosamente in avanti. Per scongiurare il crollo vennero installati dei massicci contrafforti esterni, ma l'interno rimase una comica sfida quotidiana. Per le guardie e gli inquilini era letteralmente impossibile appoggiare un oggetto sul pavimento senza vederlo rotolare o scivolare contro la parete opposta! Questa bizzarra e divertente pagina di storia di frontiera si è conclusa definitivamente nel 1993, anno della sua chiusura.
Anni 70-80 La Garrita
Anni 70-80 La Garrita
Anni 70-80 La Garrita
Anni 70-80 La Garrita
Anni 80 Dogana di Rodero
Anni 80 Dogana di Rodero
Anni 80 Dogana di Rodero
Anni 80 Dogana di Rodero
1981
1981
2011 Dogana pedonale di Rodero
2011 Dogana pedonale di Rodero
2021 San Pietro
2021 San Pietro
2023,  San Pietro
2023, San Pietro
2024,  Gaggiolo
2024, Gaggiolo